Ansia e stress a scuola? La scienza ti aiuta a combatterle!

Paura dell’interrogazione?
Arrivi a scuola e non ricordi più quello che hai studiato?
Scopri il metodo per combattere l’ansia e andare a scuola felice!

In questo articolo, scoprirai che l’ansia e la paura che provi prima o durante un’interrogazione o tutti i giorni quando vai a scuola sono sensazioni delle quali ti libererai se seguirai i miei consigli!

Vuoi sapere come? Prosegui nella lettura!

Quante volte ti sei sentito dire “Non sai niente!”, “Forza, rispondi!”,  “Ecco, non hai studiato!”?
Sono le espressioni che caratterizzano l’approccio educativo della maggior parte degli addetti al settore, basato su severità, spesso aggressività, rigore e assenza (se possibile) di tenerezza, perché come dicevano i nostri nonni e bisnonni “i bambini si baciano mentre dormono“. Già, perché amore e tenerezza erano spesso (e, purtroppo, ancora oggi sono) considerati sintomo di debolezza, controproducente nel processo educativo.

Ma per fortuna, non tutti la pensano così! E sai perché? È un approccio completamente dannoso e ti spiego perché!

È la scienza che ne da piena dimostrazione e io, oggi, voglio condividerla con te che hai scelto di leggere questo articolo e darti l’occasione di cambiare per sempre il modo di affrontare la scuola.
Quando vivi una situazione stressante, il tuo organismo percepisce, spesso inconsapevolmente, un fattore di stress, ossia qualcosa di inaspettato, nuovo o insolito, in grado di rappresentare una difficoltà o un potenziale pericolo. In questa fase, si attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene che mette in atto un complesso programma biologico e comportamentale che serve a combattere lo stress.
 
Sì, ma in parole povere… che succede?

Le ghiandole surrenali (che sono dei piccoli organi che si trovano nei nostri reni e servono a secernere vari tipi di ormoni  indispensabili allo svolgimento di molteplici funzioni fisiologiche) immettono nel sangue adrenalina, noradrenalina ed ormoni steroidi (cortisolo, ACTH, ecc.) che aiutano il corpo a mobilitare le sue risorse energetiche per combattere lo stress e l’amigdala (un’altra piccola ghiandola) interviene per controllare il loro rilascio. Quando l’amigdala avverte un pericolo, invia dei messaggi all’ipotalamo (struttura del sistema nervoso centrale situata in mezzo ai due emisferi cerebrali) il quale, a sua volta, ne invia alla ghiandola pituitaria: alla fine  di questo processo, viene rilasciato nel sangue un ormone che affluisce nelle ghiandole surrenali e causa la produzione di ormoni steroidi, anche detti “ormoni dello stress”.

E che fanno questi ormoni? Adesso te lo spiego.

Prendiamo per esempio l’adrenalina… sì esatto quella famosa di cui si parla a proposito di emozioni forti, come il lancio con il paracadute o una corsa in moto.
Beh, questa ha un effetto potenziante sulla memoria: ricorderai più facilmente un evento se accompagnato da un’emozione forte, ma, attenzione, non troppo forte e, soprattutto, che sia positiva!

Immagina che la tua memoria sia una palla di plastilina, formata da tante palline più piccole e di diversi colori: quando sei felice e provi un’emozione positiva, l’impasto è morbidissimo e puoi aggiungere tutti i colori che vuoi che si amalgameranno facilmente formando una coloratissima palla gigante. Se l’emozione che provi è troppo forte o negativa, al contrario, la plastilina diventa secca: non riesci a unire altri colori e, se provi a staccarne uno, si frantuma in piccoli pezzetti, portandone via solo una parte o parti di colori diversi.
Nella mente succede esattamente la stessa cosa: contenuti nuovi dell’apprendimento vengono acquisiti con maggior difficoltà quando i livelli di adrenalina sono troppo alti: questo ormone è necessario e molto utile per incamerare nuove informazioni se misurato e controllato, ma un suo eccesso irrigidisce quelle di cui sei già in possesso, impedendoti di recuperare e rielaborare  informazioni già presenti nella tua memoria.

Sì, esatto, il momento in cui vai alla cattedra e fai scena muta!

Se lo stress è troppo forte o dura troppo a lungo, il tuo corpo non riesce più a controllare correttamente il rilascio degli ormoni né a svolgere le sue funzioni di routine ed ecco perché… la memoria fa cilecca, anche quando, in verità, avevi studiato.

E come si fa a evitare il cosiddetto “vuoto mentale”?

Durante le sessioni di assistenza studio, ti insegnerò delle tecniche straordinarie per controllare lo stress e l’ansia da prestazione, grazie alle quali potrai liberarti delle sensazioni negative legate a quelle situazioni scolastiche che ti hanno fatto credere di non essere all’altezza.
I miei allievi mi dicono che sembra loro di fare un gioco, tuttavia, tra una risata e l’altra, escono dalla nostra aula con una nuova sicurezza di sé e rientrano raccontandomi di essere riusciti, finalmente, a vivere la scuola, lo studio, i compiti in classe e le interrogazioni con grande serenità e coraggio.

Se vuoi saperne di più sui processi mentali che avvengono quando stai imparando qualcosa, leggi questo articolo nel quale ti spiego quali sono le fasi dell’apprendimento!
Mi piacerebbe poterti raccontare ancora tanto altro, quello che ti ho detto in questo articolo è solo una breve introduzione a un mondo di infinite tecniche efficaci grazie alle quali andare a scuola ti sembrerà finalmente facile e piacevole!
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